Mamma che tiene in braccio neonato

La crosta lattea nel neonato

Cos'è, come curarla e come rimuovere le crosticine con l'aiuto dell'olio di mandorle LILLYDOO

È forse un po' antiestetica, ma assolutamente benevola: la crosta lattea si manifesta in buona parte dei neonati nelle primissime settimane di vita. È formata da tante crosticine di colore bianco-giallognolo che compaiono sulla testolina, provocando un “effetto forfora” solitamente poco gradito dei neogenitori, perché oltre a non essere forse bella da vedere, provoca sempre un po' di preoccupazione. Tende a scomparire da sola nel giro di qualche settimana, ma si può accelerarne la scomparsa con qualche piccolo accorgimento.

Cos'è esattamente la crosta lattea?

La crosta lattea è una forma di dermatite seborroica che nulla ha a che vedere con il fatto che il bambino si nutre di latte. È chiamata così solo perché è tipica dei lattanti. È una condizione infiammatoria della pelle che deriva dall'aumento di produzione di sebo da parte delle ghiandole pilosebacee, che sono particolarmente numerose in alcune parti del corpo.

Questa irritazione provoca la comparsa di squamette più frequentemente nella zona del cuoio capelluto ma anche nella zona delle sopracciglia e sulle orecchie.

Perché compare?

Il motivo per cui compare non è ancora del tutto chiaro. Ciò che si ritiene più probabile è che sia legato alla presenza nel sangue del bambino degli ormoni materni, che stimolerebbero queste ghiandole e, di conseguenza, la produzione di sebo.

C'è anche chi sostiene, però, che sia dovuta alla presenza di un fungo che vive normalmente sulla pelle dei bambini: la scienza, a questo proposito, non ha ancora trovato una risposta definitiva.

Quel che è certo che la crosta lattea non deve destare nessun tipo di preoccupazione: non è né sintomo di scarsa igiene, come si sosteneva un tempo, né una malattia di tipo dermatologico che necessita di cure. Tantomeno, non è un fenomeno che al momento si può prevenire.

Se si notano queste crosticine a qualche giorno dalla nascita del nostro piccolo esploratore, quindi, niente paura: è un fenomeno del tutto normale.

Quando si manifesta?

Solitamente la crosta lattea compare nei primi 3/4 mesi di vita del neonato ed è una condizione molto comune, che interessa un gran numero di piccoli esploratori: addirittura 1 su 3.

L'opinione comune è che tenda a diminuire a partire dal terzo/quarto mese di vita, quando l'azione degli ormoni materni presenti nel bambino – una condizione del tutto normale – inizia a scemare.

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Come curare la crosta lattea e rimuovere le crosticine

Non esiste una vera e propria cura per la crosta lattea perché è un fenomeno che tende a risolversi spontaneamente con il trascorrere del tempo. Ci sono però dei rimedi che possono aiutare ad accelerare il processo di rimozione della crosta lattea. Ecco quattro suggerimenti per rimuovere le crosticine dalla testolina del vostro piccolo esploratore.

  1. Lavate i capelli del vostro piccolo pesciolino ogni 2 o 3 giorni con un detergente oleoso, studiato appositamente per la cute delicata dei bambini appena nati. Se arricchito di sostanze emollienti, ancora meglio: le crosticine della crosta lattea, infatti, devono essere ammorbidite per essere tolte più velocemente. In commercio si trovano anche degli shampoo specifici, studiati appositamente per prevenire e poi aiutare a far scomparire più velocemente la crosta lattea.

  2. Tamponate il cuoio capelluto con un batuffolo di cotone o un panno morbido imbevuto di te nero, infuso e poi lasciato raffreddare. È un semplice rimedio casalingo, ma sembrerebbe avere particolare efficacia. I tannini del tè nero, infatti, hanno il potere di calmare il prurito e ridurre l'infiammazione. Anche quella causata da questa particolare forma di dermatite seborroica.

  3. Applicate l'olio di mandorle dolci LILLYDOO: strofinatelo molto delicatamente, massaggiando con la punta delle dita, sulla testa del vostro piccolo avventuriero e lasciate l'olio in posa per tutta la notte. La mattina dopo, pettinate accuratamente la forfora con una spazzola a setole morbide per neonati o rimuovetela con un panno molto morbido. La viscosità e la capacità emolliente dell'olio di mandorle dolci LILLYDOO saranno di grandissimo aiuto nell'ammorbidire le crosticine, che una volta diventate più morbide si stacceranno con molta facilità dal cuoio capelluto, dalla zona sopracciglia o dalle orecchie del bambino.

  4. Fate dormire il piccolo su delle mussole (teli) di cotone morbidissime. Meno il cuoio capelluto sfrega è meglio è. Ogni piccolo sfregamento, infatti, può contribuire ad accentuare l'infiammazione della pelle in corso. Anche quelli fatti durante la notte. Le mussole sono l'ideale per far riposare il piccolo esploratore su un tessuto che garantisce il massimo della morbidezza.

Cosa non fare assolutamente con la crosta lattea

Dopo i consigli per far sparire più velocemente la crosta lattea del vostro piccolo esploratore, ecco le raccomandazioni sulle cose assolutamente da evitare.

La regola primaria è: non sfregare! Ogni più piccolo sfregamento, infatti, irriterà ancor di più la pelle del vostro bambino, che non solo è già delicata di suo ma, proprio in quelle zone colpite dalla dermatite seborroica, è altamente infiammabile. Vietato quindi togliere le crosticine con le dita.

Meglio sempre, inoltre, tenere le vostre unghie corte: una raccomandazione valida sempre, visto che le unghie sono un ricettacolo di batteri e possono graffiare il vostro delicatissimo bambino, ma valida ancor di più quando si parla di crosta lattea.

Infine, in caso la crosta lattea permanga oltre i quattro mesi di vita del bambino, vi sembri estesa a una superficie più ampia del dovuto o, peggio ancora, emani un cattivo odore – chiaro sintomo di infezione – contattate subito il pediatra o un dermatologo per un consulto.

Purtroppo è facile confonderla con altre forme di infiammazione della pelle. Sempre meglio richiedere il consiglio di uno specialista per essere rassicurati o per capire come è meglio agire in caso si riveli altro.

Ma niente panico e niente allarmismi: a volte basta una crema specifica consigliata dal medico, da applicare localmente, per far guarire l'infiammazione.

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