Non dormo più: consigli per genitori privati del sonno

Non dormo più: consigli per i genitori privati del sonno

Il riposo è fondamentale, come anche la routine per il bambino. “Dormi adesso che poi vedrai…”: è una delle frasi che amici e parenti più ripetono ai futuri genitori. Sì, perché la privazione del sonno è una delle più grandi difficoltà di chi diventa mamma o papà per la prima volta.

Si è pronti a - quasi - tutto, ma al cambiamento del bioritmo no. Abituati a lunghe notti di sonno senza nemmeno un risveglio, i genitori si ritrovano a sperimentare un sonno disturbato e spezzettato che li rende non solo stanchi, ma anche nervosi e privi di energie. Cosa puoi fare per sopravvivere alla mancanza di sonno? Ecco qualche consiglio.

Privazione di sonno: cosa comporta?

Sono tanti i fattori che possono generare stress in un neo-genitore: la sensazione di non essere all’altezza del compito, la stanchezza fisica nelle mamme dovuta al parto e all’avvio dell’allattamento, che può essere faticoso e privare di energie, l’incapacità di comprendere il neonato e le sue richieste nei primi tempi, la mancanza di sonno.

Quest’ultimo elemento incide poi su tutto il resto: umore, energie, positività, voglia di fare, dolcezza nei confronti del bebè.

Non aver paura e non sentirti diversa: ogni mamma, soprattutto al primo figlio, affronta un saliscendi di emozioni continuo, nel quale la stanchezza la fa da padrone. Irritabilità, difficoltà a concentrarsi, ansia, persino depressione: sono tutte conseguenze naturali della privazione del sonno.

Privazione del sonno e depressione post partum

La depressione post partum è una vera e propria sindrome che colpisce alcune neo-mamme (si stima dall’8 al 13% di loro) entro i primi tre mesi dal parto.

La mancanza di sonno può essere associata all'ansia nelle neo-mamme. Se manifesti sintomi di depressione post partum chiedi aiuto, sia alla tua famiglia che ad un medico. Il trattamento per la depressione post partum include naturalmente il riposo, come anche la socializzazione quando possibile - basta anche intervallare le lunghe giornate tra allattamento e cambi con delle passeggiate all’aperto in compagnia di un’amica - e la richiesta di assistenza a partner, familiari e amici.

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Privazione di sonno: cosa posso fare?

Dare priorità al riposo, non appena ti è possibile, è fondamentale. I neonati hanno cicli di sonno più brevi rispetto agli adulti. I primi mesi possono risvegliarsi continuamente durante la notte, alla ricerca del seno o del biberon, sia come alimentazione che come coccola. Per l’adulto, abituato al sonno ininterrotto, all’inizio è davvero difficile. Non preoccuparti però: dal secondo figlio in poi diventa più semplice! Se quest’ultima affermazione non ti ha affatto consolato ecco qualche suggerimento per migliorare la routine del sonno:

  • Dormi quando il bambino dorme. Un grande classico delle raccomandazioni delle nonne, ma molto veritiero. Un “power nap”, ovvero un pisolino profondo, può ridurre il tuo livello di stress e ridonarti le energie per affrontare le fatiche da neomamma.

  • Impara a dire di no. Probabilmente ci saranno amici, familiari e altre persone care che vorranno incontrare il tuo bambino. Questo può crearti agitazione, stress, mettere in difficoltà la tua routine quotidiana. Se sei stanca e non hai voglia non preoccuparti, impara a dire no, posticipando la visita.

  • L’aiuto è fondamentale: per poter riposare devi avere la possibilità di farlo, dimenticando la casa e altre mansioni quotidiane. Chiedi aiuto al tuo partner, alla mamma, ad un’amica. Non preoccuparti se la casa non è perfettamente pulita o se la cena non è perfetta, tu e il bimbo siete in questo momento la priorità.

  • Crea un buon ambiente per dormire e una routine della buonanotte. Un buon ambiente per dormire per gli adulti è fresco, tranquillo e buio. Le stesse raccomandazioni sono valide per i neonati. Assicurati che la temperatura non sia né troppo fredda né troppo calda, che la stanza sia buia e tranquilla, che il piccolo non sia troppo coperto e non sudi.

  • Mettiti comoda: se il piccolo ti sveglia frequentemente prova ad evitare di alzarti per andare ad allattare in salotto o in altre parti della casa, ma sperimenta l’allattamento da sdraiata sul fianco.

  • Il co sleeping, con tutte le accortezze in materia di sicurezza, è una buona soluzione per i primi mesi: i bebè col calore della mamma dormono più a lungo e tu non dovrai continuare ad alzarti, riducendo così il tempo di sveglia tra una poppata e l’altra.

  • Non accendere la luce o altre fonti luminose durante la notte: puoi per esempio mantenere una luce soffusa in camera con la tapparella lievemente alzata, così che il tuo bambino non si svegli in maniera brusca e piano piano riesca a differenziare giorno e notte.

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