Il confronto con gli altri genitori

A volte può essere difficile, ma anche costruttivo

Ogni giorno una scoperta, imparano qualcosa di nuovo: i nostri bambini crescono velocissimamente e un passo dopo l'altro lungo la strada della vita riempiono di orgoglio noi genitori. I primi sorrisi, la prima parola, i primi passi: ogni giorno è una conquista. Tutti i genitori esplodono di felicità nel vedere il proprio piccolo esploratore fare cose sempre nuove. Ogni bambino, però, ha i suoi tempi: c'è chi è un precoce camminatore e chi ha una parlantina che lascia (gli altri) a bocca aperta. I nostri piccoli esploratori non sono tutti uguali, lo sappiamo bene; nonostante ciò, però, ci sono genitori che non riescono a non fare confronti tra il proprio figlio e gli altri bambini.

Quante volte vi sarà capitato di sentire dire “Ah ma non parla? Oh il mio ha iniziato prestissimo!” oppure “Sì, lo mandiamo alla scuola bilingue, il nostro bambino parla già due lingue correttamente!”. Spiacevole, vero? Non solo: subito scatta lo stress da confronto per i genitori, che si fanno venire mille dubbi e si domandano se stiano effettivamente facendo tutto il possibile per il loro piccolo.

Perché i genitori confrontano i figli tra loro?

Le ragioni dei confronti possono essere molteplici. Ci sono genitori che semplicemente sono così orgogliosi dei loro figli da non riuscire a trattenersi nel tessere le loro lodi e nemmeno si rendono conto che rendono insicuri gli altri genitori. Tuttavia ci sono anche genitori che fanno confronti anche perché sono loro stessi insicuri, e quindi cercano in altre mamme e papà un appiglio per sentirsi dire che stanno facendo bene, che sono buoni genitori e non stanno sbagliando. I social network, in cui milioni di famiglie raccontano la loro vita, hanno amplificato questo fenomeno in tutti e due i sensi. Ci sono genitori che guardando i social network fanno confronti continui con i loro bambini senza nemmeno rendersene conto e genitori che guardano alle vite degli altri (a volte raccontate solo nella parte più bella, ricordiamocelo!) e piombano nello sconforto perché non si sentono all'altezza. Il problema è che, purtroppo, sono i nostri figli a farne le spese: i genitori che sono portati al confronto costante fanno crescere, inconsapevolmente, i propri figli come in un'eterna gara in cui devono a tutti i costi primeggiare. In questo modo, però, il bambino non compie passi in avanti per naturale predisposizione ma perché ha l'obiettivo di compiacere i genitori.

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Come supportare i figli nella crescita

I bambini perfetti non esistono, mettiamocelo in testa. Esistono solo bambini che riescono più o meno bene a seguire le proprie inclinazioni grazie al supporto dei genitori. Il grande compito, quindi, ce l'hanno mamme e papà, che devono accompagnare il bambino lungo il percorso di crescita. Come?

  1. Premiando l'impegno e non solo il risultato.

  2. Non pretendendo troppo: le richieste che facciamo, le attività che proponiamo, devono essere adeguate all'età.

  3. Non soffocandolo con troppi stimoli. Scuola, due sport e magari un corso di pianoforte. I bambini devono avere anche il tempo di riposarsi e di dedicarsi alle attività prescelte. Alcuni genitori sentono la necessità di riempire i loro spazi vuoti dimenticando, per esempio, che gli spazi vuoti servono anche per stimolare la creatività!

  4. Non cercando, noi per primi, di fare i genitori perfetti. Anche noi siamo stanchi, anche noi sbagliamo. Non c'è nulla di male, anzi. Un bambino che ha genitori iperperformanti si ritroverà a dover pensare alle performance tutta la vita e non sará in grado di affrontare anche solo il più piccolo fallimento.

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Confronti tra genitori: tre buoni motivi per affrontarli con il sorriso

I confronti possono essere seccanti, ancor di più se si prendono subito come un affronto. Basta cambiare approccio, per vedere il lato positivo della cosa. Non sono solo una scocciatura, ci sono infatti tre ottime ragioni per accettare il confronto di buon grado:

  1. Può aiutarci a migliorare: il nostro bambino non parla ancora? Non dev'essere un problema ma uno sprono a stimolarlo di più con l'esercizio del linguaggio. Non ha ancora iniziato a camminare o, se più grandicello, non vuole saperne di andare in bicicletta? Proviamo a mostrarci più rassicuranti e a chiedergli se vuole che, rispettando i suoi tempi, lo accompagniamo in questa nuova avventura.

  2. Può aiutarci a risolvere delle problematiche. Magari, tra una chiacchiera e l'altra, scopriamo che il nostro piccolo esploratore non è il solo ad avere quella particolare difficoltà che non ci fa dormire sonni tranquilli, e che ci sono genitori che hanno risolto il problema prima di noi.

  3. Può aiutarci a scoprire delle nuove attività per il bambino. Prendiamo ad esempio quei genitori che tanto si vantano del piccolo figlio prodigio che sa suonare la chitarra a soli due anni. Mettiamo da parte per un secondo la bravura del bambino e fermiamoci a riflettere: ci siamo mai domandati se anche al nostro esploratore potrebbe piacere imparare a suonare uno strumento? Forse no, ma è una buona occasione per fargli fare una prova e scoprire magari che anche lui diventerà un piccolo musicista.

Con gli sport o i laboratori creativi puoi scoprire le sue inclinazioni

Lo vediamo anche tra noi adulti: ognuno ha le sue inclinazioni e forse il tuo bambino non ha ancora scoperto di avere un vero talento nel disegno o nello sport. Provate ad informarvi circa i corsi che fanno sul territorio, parlatene con lui, se è già grandicello, e scegliete insieme qualche corso che potrebbe fargli piacere frequentare. La maggior parte delle associazioni che fanno attività per bambini propongono delle lezioni di prova gratuite. Potrebbero essere molto utili per convogliare le energie del vostro bambino i qualcosa che gli dia soddisfazione e lo faccia sentire felice e realizzato.

E se il piccolo esploratore trascorre molto tempo all'asilo nido?

In questo caso un confronto con le insegnanti è ciò che di più prezioso possiamo avere. Per accogliere i suggerimenti in maniera costruttiva, però, dobbiamo metterci nell'ottica di ascoltare, senza stare sulla difensiva. Ricordiamoci che abbiamo scelto di mandare proprio in quell'asilo il nostro bambino perché abbiamo anche valutato le insegnanti come competenti. Fidarsi dei suggerimenti che ci vengono dati è fondamentale.

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