Bambino che dorme nella culla

Il tuo bambino non dorme?

Niente paura, migliorare il suo sonno è possibile con questi “trucchi”

Sonno, croce e delizia! I pisolini dei nostri piccoli ci permettono di riposare un po' e dedicarci ad altre attività. Mentre loro sono nel mondo dei sogni, ci sono momenti in cui il loro sonno frammentato notturno ci mette a durissima prova. Spesso i genitori si sentono stanchi, affranti, nel vedere che il loro bambino non riesce a fare un sonno sereno, poi ci sono tutti quei genitori fortunati che raccontano di quanto il loro bambino sia bravo a dormire, "e che dormite lunghe si fa!".

Il vostro bambino ha problemi con il sonno?

Noi genitori sbagliamo qualcosa? Nient'affatto. A volte è solo questione di consapevolezza, e di un po' di pazienza, che sappiamo non essere mai abbastanza quando abbiamo a che fare con i bambini di tutte le età. Tuttavia c'è una buona notizia: migliorare il sonno dei bambini si può.

Ecco tutto quello che c'è da sapere sul sonno dei bambini e qualche “trucco” per un riposo di famiglia sereno.

Il sonno dei bambini non è come quello dei grandi, lo sapevi?

Spesso ci si innervosisce perché i bambini non dormono; quello che il genitore si aspetta, però, è di vedere un bambino dormire esattamente come lui. Non c'è niente di più sbagliato, perché il sonno è un fenomeno complesso che si evolve parallelamente alla crescita del bambino.

Basti pensare che nei primi mesi di vita passiamo circa il 70-80% del tempo dormendo: le ore di sonno per il neonato sono circa 15-20 ore al giorno, contro le 5-6 per gli anziani.

Un gruppo di pediatri italiani inoltre ha fatto un'importante ricerca dalla quale sono emersi dettagli sul sonno dei più piccoli:

  • Il 72% dei bambini tra un mese e tre anni ha bisogno della presenza del genitore per addormentarsi, e la maggior parte di loro richiede addirittura il contatto fisico.

  • L'86% dei bambini tra un mese e tre anni dorme con i genitori; un dato incredibilmente alto, che fa ben capire quanto sia importante per un bambino la vicinanza con un genitore.

  • Infine, dopo i 5 anni sono pochissimi i bambini che rimangono a dormire nel lettone di mamma e papà, perché con il passare del tempo il sonno di tutti i bambini si regolarizza; è una buona notizia, cari genitori, le nottate non sono infinite!

In generale il sonno dei bambini cambia a seconda delle fasce d'età. Vediamo come cambia e di conseguenza come comportarsi.

Ogni età ha il suo sonno

Ogni fascia di età ha il suo sonno, e per ogni età ci sono delle accortezze da adottare per rendere la nanna un'esperienza più confortevole per il piccolo e per i genitori.

  • 0-2 mesi: i bambini dormono tanto e per lo più senza regolarità. Per farli addormentare, si può ricorrere a suoni dolci o ai rumori bianchi, che favoriscono il rilassamento.

  • 2-4 mesi: si può iniziare a dare al sonno una certa regolarità: è in questo periodo, infatti, che si costruiscono le basi per il sonno futuro.

  • 4-6 mesi: in questo periodo è probabile che si verifichi qualche risveglio di più, perché il loro sonno sta cambiando: è normale, non fatevi spaventare. Iniziate a farli addormentare con maggiore regolarità nell'ambiente predisposto a dormire.

  • 6-8 mesi: il ritmo del sonno dovrebbe regolarizzarsi e tra un risveglio e l'altro dovrebbero passare più ore. Questo è un periodo ricco di cambiamenti e scoperte tra lallazione e svezzamento, quindi, i risvegli frequenti possono capitare (colpa delle tante emozioni). Siate sempre pronti a rassicurare il bambino.

  • 8-10 mesi: inizia la fase dell'attaccamento. La miglior cura? Tantissime coccole che li fanno sentire sicuri e protetti.

  • 10-12 mesi: inizia il periodo dei distacchi, che potrebbe disturbare il sonno. È importante in questi mesi far capire al bambino che se anche lo lascerete dai nonni o all'asilo voi tornerete sempre da lui.

  • 12-16 mesi: in questi mesi i bambini affermano la loro personalità. Potrebbe verificarsi una fase di regressione. Se avete stabilito in precedenza una buona routine del sonno, portate pazienza, tutto dovrebbe tornare alla normalità molto presto.

  • 16-20 mesi: è la fase del movimento. I bambini sono vivaci, hanno voglia di giocare, correre e scoprire; questo potrebbe farli arrivare molto molto stanchi a fine giornata. Cercate di creare un rituale pre nanna, che li aiuti a rilassarsi.

  • 20-24 mesi: con l'arrivo dei due anni, il sonno dovrebbe essersi regolarizzato, ma in questa fase i piccoli manifestano tutta la loro voglia di indipendenza. Per crescere hanno però bisogno anche di fermezza da parte vostra: fermezza e comprensione fungono da guida per loro, che si sentono grandi, ma sono ancora piccoli e pieni di insicurezze.

Sonno, quali sono i “trucchi” per gestirlo al meglio?

Ogni bambino è unico e la sua unicità si riflette anche nel sonno. Ci sono però tre cose che in linea di massima possono facilitare il riposo notturno del bambino e pure il vostro. Le notti insonni possono mettere davvero a dura prova i genitori, che tra gestione della casa, della famiglia e lavoro rischiano di arrivare distrutti a fine giornata. Quindi, qual è la soluzione?

I bambini hanno bisogno di punti fermi, anche nella nanna. Stabilite un rituale e fate in modo che sia sempre lo stesso. Bagnetto, favole, nanna. Bicchiere di latte, canzoncina, nanna. Quale che sia non importa, lo deciderete insieme assecondando i vostri bisogni e quelli del vostro bambino. La routine dà sicurezza ai piccoli.

Dormire nel lettone con il proprio bambino. È una pratica diffusissima in tanti parti del mondo ma in disuso in Italia, eppure, ha innumerevoli benefici. I bambini, che si sentono al sicuro, acquisiscono consapevolezza e i genitori non devono essere costretti ad alzarsi dal letto in continuazione. Insomma, è benefica per tutti.

I bambini più grandicelli sono dei grandi osservatori e imparano dai comportamenti dei genitori. Coricarsi al loro fianco dicendogli con fermezza “ora si fa la nanna” può essere di grande aiuto al bambino, che impara dai suoi punti di riferimento che cosa è giusto fare o no.

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